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Bonus ristrutturazioni

  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 4 mar

Spesso, quando iniziamo a sognare la nostra nuova casa o una diversa distribuzione degli spazi, tra le prime domande che affiorano c'è: "Avrò diritto a delle detrazioni?" Lo sappiamo bene: aprire il sito dell’Agenzia delle Entrate può far venire il mal di testa. Ma noi di ARtelier amiamo la chiarezza. Quindi, abbiamo preso la guida ufficiale (sì, quel PDF lunghissimo!) e l’abbiamo "tradotta" in quello che serve davvero per chi vuole una casa sartoriale senza sorprese.


pianta della casa con indicate le demolizioni e le costruzioni di una ristrutturazione

Soglie di detrazione


Non tutti i progetti nascono con le stesse premesse. Il punto di partenza per individuare la giusta detrazione è capire dove stiamo intervenendo.

  1. Abitazione Principale: il vantaggio del 50%

    •  Se la casa che state ristrutturando è (o diventerà) la vostra abitazione principale, la buona notizia è che potete contare sulla detrazione al 50%.

    • Il limite: 96.000 euro di spesa massima per unità immobiliare.

    • ​Il ritorno: Recuperate metà della spesa in 10 anni. È lo strumento pensato per chi vuole investire sul proprio nido quotidiano


     NOTA BENE: È necessario che il contribuente sia titolare, al momento di inizio dei lavori (o di sostenimento della spesa, se antecedente) di un diritto di PROPRIETÀ (o NUDA PROPRIETÀ o PROPRIETÀ SUPERFICIARIA) o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare. E se avete appena comprato casa, ma non avete ancora rogitato, anche un COMPROMESSO DI VENDITA regolarmente registrato vi da diritto a beneficare di questa agevolazione (con il consenso del proprietario ad iniziare i lavori!).


  2. Seconde case e altri immobili: la soglia del 36%

Se invece il progetto riguarda la casa al mare, in montagna o un appartamento che avete acquistato come investimento (le cosiddette seconde case), l'aliquota scende al 36%.

​Attenzione: Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione rimane comunque alto (96.000 euro), ma il risparmio totale sarà più contenuto rispetto alla prima casa. È una distinzione che va pesata bene nel budget iniziale.



Ci sono due aspetti tecnici che spesso generano confusione, ma che sono fondamentali per definire il tuo quadro reale.

Si potrebbe pensare che ristrutturando l'abitazione e il garage (magari con rendite catastali separate) il budget detraibile raddoppi. In realtà, per il Fisco, l'unità immobiliare è considerata nella sua interezza. Il plafond di 96.000 € è unico: non è cumulabile tra abitazione e pertinenze. Che tu stia intervenendo sul solo appartamento o anche sul box auto, il tetto massimo su cui calcolare la detrazione rimane lo stesso.


Il bonus funziona come uno sconto sulle tasse (l’IRPEF) che paghi ogni anno: se la tua quota di rimborso è più alta delle tasse dovute, la parte in eccesso viene purtroppo persa. In pratica, puoi recuperare solo i soldi che effettivamente dovresti versare allo Stato.


Dovete inoltre sempre fare i conti con il vostro reddito complessivo: tra le ultime novità introdotte dalla legge di bilancio 2025 è prevista una limitazione della detrazione per redditi superiori a 75.000 €.


Per queste considerazioni, che hanno un impatto concreto sull'investimento finale, il nostro consiglio è sempre quello di affiancare alla visione architettonica un confronto con il proprio commercialista.


Cosa posso detrarre?


Ci sono diverse categorie di intervento che rientrano nel bonus fiscale, ed è importante, come prima cosa, capire in quale rientrano le lavorazioni che stanno per coinvolgere la vostra casa. Il D.P.R. 380/2001, meglio conosciuto come “Testo Unico per l’Edilizia” - una vera e propria Bibbia per noi architetti, definisce in modo molto chiaro gli interventi edilizi:


  1. MANUTENZIONE ORDINARIA ( ATTENZIONE ): per le abitazioni private è coperta SOLO se ricompresa nella Straordinaria. Solo per i condomini, e solo per le parti comuni, è sempre detraibile. ESEMPIO: potete detrarre il cambio di pavimento, di rivestimento o la decorazione del vostro alloggio solo se state realizzando opere maggiori, come ad esempio la ristrutturazione di tutto il bagno, compresi gli impianti tecnologici esistenti. In caso contrario la sola manutenzione ordinaria non è detraibile.


  2. MANUTENZIONE STRAORDINARIA: rientrano in questa categoria tutte le opere che modificano o sostituiscono parti, anche strutturali, dell'edificio, o che servono a integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici.

    ESEMPIO: spostare pareti interne per cambiare l’andamento planimetrico interno, rifare integralmente l'impianto idraulico ed elettrico, il frazionamento o l’accorpamento tra unità immobiliari, modifiche di facciate purché non ci sia aumento di volumetria o cambio di destinazione d’uso.


  3. RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO: se il tuo obiettivo è preservare il fascino storico di un immobile assicurandone però la funzionalità moderna, sei in questa categoria. Si tratta di interventi che rispettano gli elementi tipologici e formali dell'edificio.

    ESEMPIO: Il ripristino di facciate storiche, l'eliminazione di superfetazioni (elementi estranei aggiunti nel tempo) o il consolidamento delle strutture originarie. Fanno parte di questo punto anche interventi strutturali che modifichino o consolidino parti portanti dell’immobile.


  4. RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA: questo è l'intervento più profondo, volto a trasformare l'organismo edilizio in modo sistematico. È la categoria che permette le trasformazioni più radicali, a patto di rispettare le volumetrie preesistenti (salvo casi specifici di "Piano Casa"). Esempi concreti: La demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria, il cambio di destinazione d'uso (da ufficio ad abitazione) o la trasformazione di un sottotetto in mansarda abitabile.


NOTA BENE: L'aliquota IVA per la manodopera è sempre al 10% e la detrazione viene calcolata sull'importo LORDO sostenuto.


Cosa rientra esattamente nelle spese detraibili?


Oltre alla manodopera, tra le spese detraibili ci sono anche quelle che interessano le forniture, i cosiddetti "beni significativi" come: piastrelle, palchetto, sanitari, box doccia, porte interne, infissi, macchinari per il condizionamento etc... Ma soprattutto è interessante sapere che anche gli oneri professionali, come le spese per l'architetto che progetta e deposita la pratica edilizia, rientrano in questo bonus!


Perché il 2026 è l'anno strategico?


Purtroppo le percentuali sono destinate a scendere ancora (si parla di un calo al 36% per la prima casa e al 30% per le altre). Il 2026 rappresenta quindi l'ultima "finestra" per sfruttare le aliquote più alte prima del taglio definitivo.

Riassumendo e facendo una proiezione del prossimo futuro:

Anno

Abitazione principale

Altri casi

Tetto di spesa

2025/2026

50%

36%

96000€

2027

36%

30%

96000€

Il Bonifico parlante (attenzione ai dettagli)


Un tempo era necessario trasmette i dati all'ENEA per gli interventi di ristrutturazione sul patrimonio edilizio esistente, ma ora non più se non per quelle opere che comportano un risparmio energetico (es. sostituzione infissi, installazione caldaie a condensazione, ecc).

Per ottenere il bonus, ogni pagamento deve essere fatto con il cosiddetto “bonifico parlante”. Non basta un bonifico comune: devono essere indicati il codice fiscale di chi beneficia della detrazione, la partita IVA della ditta e il riferimento preciso alla legge (l'Art. 16-bis del Dpr 917/1986). Sembra complicato? Non preoccuparti, nelle app e maschere on line della varie banche è prevista un'apposita sezione semplice e intuitiva per gestire questi pagamenti.


interior design di una casa ristrutturata

Perché vi diciamo tutto questo? Perché un progetto su misura non riguarda solo la bellezza architettonica, ma anche la sostenibilità economica. Gestire correttamente le pratiche edilizie non è solo un obbligo burocratico, è il modo in cui proteggiamo il vostro investimento e l’unico che vi permette di aver diritto alle agevolazioni fiscali.

Se stai pensando di dare nuova vita alla tua casa e vuoi capire come conciliare detrazioni, architettura e design, passa a trovarci nel nostro studio, Casa ARtelier, in Corso Cosenza 16B. ​

Oppure, se vuoi continuare a ricevere altri consigli pratici come questo direttamente nella tua casella mail, iscriviti ad ARtigli, la nostra graffiante newsletter!

 
 
 

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